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Mi
riuscirà difficile spiegarti
quello che ho visto, perchè non
c'è qualcosa di simile che io possa
usare per darti un'idea, per farti un
paragone.
Immagina una striscia di terra la più
rigogliosa possibile, piana se non appena
un po' in salita ed allungata, con qualche
paese contenuto in poche case, adorne
di fiori e curatissime. Una sola strada
la percorre.
Pensa ora a due costoni altissimi di roccia
viva che la cingono, uno per parte, in
qualcosa che potrebbe ricordare a un topo
due grandi navi affiancate all'ormeggio,
o una faglia apertasi da un tempo remoto
in una profonda spaccatura, e rimasta
così, immobile, dentro una scultura
di pietra verticale che fa da coro alla
valle.
Ora cerca di credere che sia possibile
che in un luogo già così
straordinario, dal limite ultimo dei due
costoni di roccia si tuffino nel vuoto
una serie ininterrotta di torrenti, a
formare quasi un lungo colonnato d'acqua,
di questo che in fondo è un tempio
dove puoi misurarti con le tue emozioni
più grandi.
E oltre, lontano e dominante, lo Jungfrau
e il suo ghiacciaio, che riverbera i raggi
del sole che proprio sopra disegna un
arco, spargendoli e riflettendoli dentro
quest'acqua che cade e vaporizza, così
che non è raro vedere in un solo
istante più di un arcabaleno.
Quanto pesano ventiquattro chilometri
quadrati di ghiaccio e neve? Non lo so,
non riesco a darmene una misura qualsiasi
di quelle note: ma ne ho imparata una
di nuova, un metro che può suggerire
la dimensione di uno spettacolo tanto
potente: pesa ventimila litri d'acqua
gelida al secondo, costretti dentro le
grotte delle cascate di Trummelbach.
La pietra che contiene una vita dirompente,
ecco il segreto di questo lembo di terra,
che qualcuno ha già dichiarato
patrimonio dell'umanità. Venire
qui fa crescere.
Un lungo cunicolo buio porta dentro le
viscere della montagna. Il rumore dell'acqua
si leva altissimo e deforma anche i colori,
amplificato dalle grotte che sembrano
risuonarne. Respiri una polvere umida,
miriadi di gocciole sospese rilasciate
dalla forza della cascata che continua
a levigare la roccia, cercando nuove strade,
pressata dalla gravità enorme dell'immenso
ghiacciaio che dietro spinge, e sembra
attirare nel vuoto anche noi, piccoli
molluschi aggrappati ai parapetti: ci
si legge l'un l'altro lo stupore in volto,
il terrore del baratro e del fragore,
e la gioia di chi ha compreso che questo
preziosissimo dono ci rimarrà per
sempre.
Dieci sono i salti della Trummelbach,
molti di questi all'interno di alte caverne.
Le pareti nere e lucide e levigate in
forme dolci e precise, rivelano striature
amaranto ed arancione, dipinti antichi,
che parlano di una cascata che ancora
si muove.
Scendiamo ascoltando ed ammirando la rabbia
dell'acqua che non sembra esausta: ogni
grotta è un salto più alto,
o un rumore più forte, possiamo
distingurere qualche sperone che ne sbarra
la strada, costringendola in una velocissima
curva. Ma anche quello sperone prima o
poi diventerà un'onda di roccia
levigata e lucida, cedendo inesorabilmente
a poco a poco.
Finisce in un bacino scuro tanta furia,
che riesce ad arrivare più a fondo
della luce in un ultimo tuffo, e l'acqua
si rigira in gorghi e schiuma bianchissima
fino a calmarsi ed uscire in un tranquillo
torrente di montagna.
Scendiamo questa valle dando le spalle
al sole e allo Jungfrau, fino a Murren,
ai sui pochi tetti scuri della stessa
tonalità del tetto della chiesa,
così che sembra, a guardarla di
lontano, che ogni casa abbia il suo bel
campanile. Ma non riesco a considerare,
da dove mi sono fermato, altro che l'altissima
colonna d'acqua che senza fretta cade
proprio dietro quei tetti.
La Murrenbach è forse la cascata
più alta d'Europa, il torrente
in alto semplicemente ad un certo punto
finisce, precipita nel vuoto e non incontra
alcuna resistenza fino a terra. L'acqua
arriva giù come una nebbia, come
un velo che si carica di riflessi iridescenti:
non c'è foga ma un semplice maestoso
bellissimo volo libero.
Manuel
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