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Da
Venezia a Milano, in due ore di autostrada in
certe giornate limpidissime, accade talvolta
di scorgere dietro le colline il lungo dorso
delle Alpi. Ci si sorprende allora a considerare
gli infiniti mondi che sfioriamo senza che nessuno
di questi aggiunga una sola virgola alla nostra
esistenza. Possibile?
Alcuni interrogativi riescono utili più
per i dubbi che sollevano che non per le risposte
che tentano di abozzare, e quando ci siamo posti
questa semplice domanda è nato il progetto
Roads e "La Via delle Alpi".
Se
davvero il movimento oggi ha bisogno di velocità
e tollera a fatica le variabili, allora le distanze
non sono che impedimenti e ciò che all'interno
di esse si incontra per strada non può
certo dirsi un valore, un arricchimento, se
non entro un limite minimo come rimedio al sonno
o alla noia.
Prendersi
la briga di dare un'occhiata al percorso de
"la Via delle Alpi" potrebbe mettere
a disagio; seguire quella linea che non taglia
mai, che non accorcia, che non cede all'ansia
di arrivare a destinazione per mettere la parola
"fatto" anche su questa esperienza,
potrebbe riuscire a certuni insopportabile.
Ma se il viaggio è davvero un luogo di
cultura, quando questo attraversa le Alpi allora
tanto meglio se non ha fretta.
Con
"La Via delle Alpi" abbiamo cercato
di tracciare una strada inedita, che fosse in
grado di avvicinarsi il più possibile
al cuore di queste straordinarie montagne. Un
cuore talvolta trascurato, avvilito ed umiliato
da viadotti, boschi decimati, torrenti ridotti
a desolate petraie, ma che ancora sopravvive
nella sua essenza: parchi, vallate, rapide,
cascate, gorghi, sculture di roccia modellate
dal vento o dall'acqua, foreste, caprioli, aquile,
laghi, grandi passi e paesi arroccati altro
non fanno se non testimoniarla.
Oltre
duemila chilometri di strada panoramica per
una ricerca d'alta quota.
Roads
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