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Cari
amici, una giornata di sole come quella di ieri
la chiamavano dall'estate scorsa. E per una
giornata davvero speciale ci voleva un luogo
speciale, una compagnia speciale ed una strada
speciale. In questo report vi dirò del
luogo e della strada.
BUSCHE
- CIBIANA DI CADORE
Il viaggio inizia idealmente a Busche, al Bar
Bianco dove non dovete perdervi di primo mattino
le brioches alle mele. La strada che sale a
Cesiomaggiore e poco più avanti del bar,
sulla sinistra. Un gradevole panorama collinare
che ben presto lascia il posto al paesaggio
prealpino.
Da Cesiomaggiore girate a destra e dopo qualche
centinaio di metri a sinistra, seguendo le indicazioni
per S. Gregorio nelle Alpi. Fate attenzione
ai ciclisti che scendono a tutta birra. Cesiomaggiore
è la città del ciclismo e loro
dimostrano di sentirsi a casa prendendo i tornanti
contromano.
Dalla strada si possono ammirare non trascurabili
vedute panoramiche sulla Val Belluna. A S. Gregorio,
su indicazione di un Carabiniere, prendiamo
subito a sinistra per Sospirolo. Qui la strada
è immersa nel bosco, piena di curve,
e merita davvero nonostrante allunghi di qualcosa
il tragitto.
Arriviamo a Sospirolo proprio cinque minuti
prima dell'inizio della Messa. La chiesa di
S. Pietro e Paolo, consacrata nel 1898, ci si
para davanti all'improvviso e ci sorprende:
decidiamo di entrare per la funzione. Da notare
che in questa parrocchia i chierichetti sono
tutte ragazze e durante l'omelia i bambini presenti
in chiesa salgono a sedersi dietro l'altare:
particolare.
Da
Sospirolo al lago del Mis è breve. La
messa ha allungato i tempi perciò rinunciamo
alla prevista sosta alle cascate della Soffia,
al termine del lago, ed ai Cadini del Brenton,
profonde pozze nelle quali è possibile
tuffarsi.
Un'emozione particolare ci è data dalle
strette gallerie in roccia viva. Per il resto
il panorama è gradevole e la strada scorre
senza difficoltà, salvo qualche dissesto
del fondo.
Si
prosegue fino a Forcella Franche [992mt], e
si gira a sinistra per Gosaldo: da qui si sale
di nuovo per godere poi la più panoramica
discesa che da Forcella Aurine [1299mt] porta
fino ad Agordo.
Al termine della discesa giriamo a destra ed
entriamo ad Agordo: superata la bella chiesa
che merita una visita ci sediamo per una pausa
caffè in piazza.
Meglio fare rifornimento perchè sarà
difficile trovare poi un distributore.
Da Agordo si sale per il Passo Duran [1601mt],
un passo che soffre la vicinanza di altri passi
più panoramici ma che è tecnicamente
impegnativo, sia per il fondo particolarmente
sconnesso che per curve improvvise a raggio
variabile.
Attenzione: quelle che per noi sono "strade
rotte" ai montanari vanno benissimo, perciò
quando trovate il cartello "fondo sconnesso"
preparatevi a ballare davvero e fate attenzione.
In montagna si trovano solitamente pochi cartelli,
per una questione per lo più estetica,
ma è bene non trascurarne nessuno.
In
cima al Duran trovate due comodi rifugi per
una sosta, panchine per il pranzo al sacco e
tavolini. Noi però scendiamo senza fermarci.
Anche nella discesa le pendenze arrivano al
15% e la strada in molti tratti diventa parecchio
stretta. Il panorama è meglio che se
lo goda il passeggero perchè chi guida
deve tenere gli occhi sulla strada che riserva
spesso tranelli.
La discesa termina a Dont. Qui si prende a destra
per Forno di Zoldo e si può far sgroppare
un pò la moto, con prudenza, piegando
lungo le larghe curve ritornate a due corsie
abbondanti.
Passato Forno di Zoldo si sale sulla sinistra
per il Passo Cibiana.
La
salita al Passo Cibiana [1530mt] è dolce
e gradevole. I tornanti sono ben visibili e
poco numerosi. Non è un'ascesa costante
ma un seguirsi di pianori ai cui lati si aprono
prati e pascoli pieni di fiori. Tra un pianoro
e l'altro ci si inoltra nel bosco. Sul Cibiana
è presente un rifugio, ma siamo quasi
arrivati perciò proseguiamo ancora.
Avremmo fatto bene a fermarci per il pranzo
prima di Cibiana perchè questa località
non riserva una gradita sorpresa agli affamati.
Solo un ristorante che non ci ha convinto. Vista
l'ora andiamo a pranzare in una ottima paninoteca
di Pieve di Cadore. Finito il pranzo ritorniamo
a Cibiana di Cadore.
Cibiana
di Cadore, per scongiurare lo spettro di un
progressivo abbandono e spopolamento, si è
inventata i Murales. I murales sono 54 e fermarsi
ad ammirarli tutti non è certo tempo
buttato. Esiste anche un percorso, con una precisa
mappatura dei murales, da fare a piedi, seguendo
una piantina disponibile nei bar. I murales
sono distribuiti in tre minuscole località
ovvero, oltre a Cibiana, Pianezze e Masariè.
Il percorso è pedonale perchè
i tre paesini sono chiusi al traffico e si possono
visitare solo a piedi. L'intero percorso dura
circa un ora, ma è ben spesa.
<<
Cibiana è tutto saliscendi, fatta di
case per gran parte vecchie e davvero carateristiche.
L'esecuzione dei murales è stata affidata
a pittori ben noti, quasi tutti veneti, i quali
si sono impegnati nella fatica soltanto per
simpatia nei confronti della comunità.
L'inserimento dei murales è stato fatto
con cura, nel giusto contrappunto all'architettura
rustica: sembra di vedere pezzi di vita quotidiana
o finestre dipinte. >>
Variante:
dal Passo Cibiana si raggiunge con un quarto
d'ora di navetta il Museo di Monte Rite, quello
di Messner: chi ci è stato garantisce
il miglior panorama dolomitico in assoluto.
Per chiudere il giro si rientra per la classicissima
Alemagna.
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