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Non
ci sono, nei pochi documenti rimasti, molte
notizie sulle origini di Cibiana e sulla sua
vita nei secoli scorsi. Si può ragionevolmente
supporre che anche la valle percorsa dal torrente
Rite sia stata popolata al tempo delle invasioni
barbariche, e cioè attorno al 500 d.C.,
quando la caduta dell'Impero Romano e la paura
dei barbari invasori potè spingere parte
della popolazione a cercare scampo nei luoghi
più nascosti e sicuri
E certo Cibiana e la sua valle, protetta dal
Sassolungo, dagli Sfornioi, dal Monte Rite,
ben si prestava a celare eventuali fuggiaschi.
Del resto, ancor oggi Cibiana è talmente
isolata che è ben difficile arrivarci
per caso! Poco probabile dunque, anche se non
impossibile, che questa valle sia stata stabilmente
abitata in epoche anteriori, come invece è
avvenuto per altri paesi del Cadore, come Valle,
Pieve, Calalzo dove sono venute alla luce preziose
testimonianze archeologiche.
I più antichi reperti relativi a cibiana
riguardano soltanto monete di epoca romana tado-imperiale,
e per di più in numero limitato.
Quanto al nome "Cibiana", accanto
a fantasiose interpretazioni del tipo "cisplana"
[al di qua del piano], "clibanum"
[forno], "Cerveana", etc., vale la
pena ricordare la spiegazione data dal prof.
Pellegrini ancora qualche decennio fa, che attribuisce
l'origine del toponimo a un "Cipellius",
chiaramente nome di persona.
Nel corso dei secoli successivi la vita del
paese scorre presumibilmente tranquilla, segnata
dal volgere delle stagioni e, di quando in quando,
dalla stesura di documenti, importanti per la
vita della piccola comunità, che testimoniano
gli stretti legami con i paesi vicini e la sua
appartenenza al Cadore: atti di compravendita,
elenchi di beni censiti e, soprattutto i "Laudi"
il primo dei quali, risalente al 1360, si trova
in copia negli archivi del Comune. L'agricoltura,
l'allevamento di bestiame "grosso e minuto",
il legname dei boschi rimasero per secoli le
sole, magre risorse per i Cibianesi, fino a
che la scoperta delle miniere di ferro di Ronzèi
e Vallinferna, avvenuta in epoca anteriore al
1360, non produssero una piccola rivoluzione
nelle attività lavorative: artigiani
in grado di lavorare il ferro troveranno una
loro specializzazione nella fabbricazione delle
chiavi, come nella vicina Valle di Zoldo altri
artigiani si dedicheranno alla fabbricazione
dei chiodi.
Una
vita, tutto sommato, tranquilla, che non affida
epiche gesta alla storia, ma eroicamente vive
delle poche cose che offre una terra avara si,
ma non matrigna: anche il passaggio delle truppe
di Bartolomeo d'Alviano che, proveniente da
Zoldo il 1° marzo 1508, tentava di tagliare
la strada all'esercito di Massimiliano Imperatore
d'Austria, intercettandolo, come avvenne, e
sconfiggendolo nella ben nota battaglia di Rusecco,
non mutò le abitudini della piccola Comunità
nè fece nascere nuove ambizioni. Solo
nel novecento, nonostante anche a Cibiana approdi
l'industria dell'occhiale e si affermi quella
delle chiavi, il paese sembra non bastare più
a se stesso: la conseguente emigrazione mette
in moto quel processo di spopolamento che porterà
Cibiana dagli oltre duemila abitanti dei primi
anni del Novecento alle attuali poche centinaia.
Sappiamo bene che le attività artigianali
abbisognano di vie di comunicazione rapide e
sicure, e che attività turistiche possono
decollare solo con infrastrutture al passo con
i tempi, ma Cibiana pareva ancora solo qualche
anno fa, destinata a scomparire o, nella migliore
delle ipotesi, a diventare abergo per anziani
custodi di case lasciate in primavera dai gelatai
e ripopolate d'inverno.
Oggi sembra invece di assistere ad una inversione
di tendenza: Cibiana è un paese che i
"murales" hanno fatto conoscere in
tutto il mondo, le strade si affollano di turisti
in ogni periodo dell'anno e le difficoltà
di comunicazioni rapide ed efficienti sono legate
alla costruzione di un nuovo ponte sul Boite.
I segni di ripresa ci sono e sono evidenti:
nascono nuove imprese artigiane, alcune collegate
all'industria dell'occhiale, altre all'edilizia
e alla falegnameria; la Errebi che occupa
50 operai, immette sul mercato 200 mila chiavi
al giorno, chiavi d'auto, d'abitazione, ma anche
chiavi artigianali da cancello o da portone;
e vi è ancora la possibilità e
lo spazio per altre imprese, solo che vi siano
altri imprenditori pronti a mettere gli occhi
su un paese che non sarà più isolato
negli anni a venire. Lo stesso si può
dire per le attività legate al turismo:
ci sono si appartamenti e camere da affittare,
un rifugio al Passo Cibiana e un piccolo albergo,
il "Remauro", ma altre opportunità
potrebbero offrirsi per chi volesse approfittare
del flusso turistico notevole legato al fenomeno
dei murales in particolare, ma non solo. Cibiana
offre anche passeggiate invidiabili [alle vecchie
miniere per esempio, o al "Museo nelle
Nuvole" di Monte Rite, gestito dal
noto alpinista Reinhold Messner e inaugurato
il 29/30 giugno 2002], un anello di fondo, un
campo di pattinaggio per l'inverno, dei campi
da tennis per l'estate.
Tratto
dal volantino distribuito a Cibiana
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