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C'era
una volta un paesino triste. Era abitato,
per otto mesi su dodici, soltanto da bambini
e vecchi. I bambini giocavano nelle stradine
inerpicate su pendii, lontani dagli occhi dei
genitori assenti; i vecchi stavano perennemente
seduti sulle panchine di legno. Il paesino si
chiamava Cibiana: un grappolo di case sulle
Dolomiti, circa a metà strada della valle
che congiunge Pieve di Cadore a Cortina: che
fare per rendere allegra Cibiana durante l'esodo
degli adulti gelatai? Ecco che qualcuno ebbe
l'idea...
In breve: l'idea è stata quella dei murales.
Racconta Osvaldo Da Col, presidente della Pro
Loco oggi sostituita dal Comitato Arte a Cibiana:
"Cibiana è un paese di emigrati:
che pena per noi vedere tutti quegli orfani
bianchi, quei nonnini abbandonati. Quasi tutti
gli adulti fanno i gelatai in Germania per gran
parte dell'anno. Noi, il gruppetto esiguo dei
rimasti, abbiamo pensato di fare qualcosa. Poichè
crediamo nella potenzialità turistica
di Cibiana, abbiamo trovato un modo per attirare
l'attenzione sul nostro paese. Appunto i murales,
le pitture su muro.
E'
stato nel 1980, quando fu costituita la Pro
Loco. Avevo un libro sui murales messicani:
un libro che mi aveva colpito: insomma, ora
cerchiamo di fare di Cibiana il paese dei murales."
I murales sono 54 e già moltissimi sono
i turisti che si recano a Cibiana [5 chilometri
dalla statale per Cortina] per vederli. Il paesino
è tutto saliscendi, fatto di case per
gran parte vecchie, quindi caratteristiche.
Disseminati qua e là i murales sono realmente
qualcosa di interessante. Ognuno racconta [anche
qui sta l'originalità] la storia della
casa su cui è stato dipinto: Lelo il
Liutatio, Pascal il fabbro, Lole l'ultimo casaro,
al moliner, la cadorina...
L'esecuzione
è stata affidata a pittori ben noti,
quasi tutti veneti, i quali si sono impegnati
nella fatica [si, fatica anche fisica] soltanto
per simpatia nei confronti di Cibiana. Una bella
iniziativa che va al di là degli aspetti
folcloristici e turistici. E' un'autentica iniziativa
artistica. Oltretutto l'inserimento dei murales
è stato fatto con cura, cioè nel
contrappunto giusto con l'architettura rustica,
quasi si trattasse di finestre dipinte.
Tratto
dal volantino distribuito a Cibiana.
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