Ammetto che ci sono stato anche un bel po’ a pensarci sopra. Vado o non vado? C’è il sole! Si, ma il vento? C’è il sole! Ho capito, ma il freddo? Non imparerò mai che andare, comunque, ne vale la pena, ed anche questa mattina ho buttato circa una trentina di secondi prima di decidermi.
La moto parte subito, ruffiana, come a rimarcare quel delitto di aver aspettato tanto prima di uscire: c’è solo un’altro spreco peggiore di questo, lo so: i tre euro e mezzo per le sigarette.
Si parte, bene, metti la prima, dai, dentro la seconda, su, via diritti fino al bar di Ponzano: caffè e, ma si, sigarette. Caspita, non imparerò mai.
Arriva Riccardo, un’amico, che è una specie di buon augurio quando lo si incontra prima di partire. “C’è un bel po’ di neve oggi sul Montello” mi dice, ma gli credo poco. Per la neve vera bisogna salire il Grappa o almeno il Cansiglio.
Via allora, saliamo in sella, dai che andiamo, su il cavalletto, su i guanti, su il casco… no, caspita no. D’inverno prima il casco, e poi i guanti, che son così grossi che sarebbe difficile maneggiare un palo di gaggia, figuriamoci chiudersi la sicura del sottogola. Stai più comodo a giocare a shanghai con la ruspa.
Partiamo tappati come una bottiglia di spumante pochi secondi prima di capodanno. Non ci sarà la neve ma il freddo si sente. E’ liquido questo freddo. Corre lungo la schiena come una goccia gelata e morde le dita.
Il motore va in temperatura a Camalò, a Volpago io non sento più le mani.
Ecco la mitica “presa” dei mondiali, col suo bel nove-per-cento, che dà più l’idea di una rampa di lancio che non di una porta d’accesso ad un giorno fuori dal mondo.
L’asfalto brilla, bello, sarà l’effetto del sole, o forse mi è partito del tutto il cervello. Ripasso a mente i miei dati personali, quelli li so fin da piccolo, nome cognome indirizzo, li indovino quasi tutti e mi rinfranco: sono lucido.
Ma allora questo effetto del sole? Strano, strano questo asfalto, è lucido anche l’asfalto, è luminoso, riflette, sembra… sembra come quando buttano il sale. Ma è sale. No perdio, il sale! Dovrò lavar la moto stasera. Ditemi voi, con questo freddo, a pensar di dover maneggiare acqua di sera all’aperto, no il sale!
Ma perchè ‘sti stramaledetti han buttato il sale sul Montello… non è mica lo Stelvio il Montello a marzo. Occhio la curva, sembra di andar sulle uova, frena adagio che sbandi: le gomme, le gomme che son fredde, sarà per questo. Ma vai piano pirla, dai, sei appena tornato in sella dopo l’incidente. E sto andando piano! Ma guarda quanto sale che han buttato questi qui, e com’è chiara ‘sta strada, e come si scivola, come sul …come sul ghiaccio!?
Com’è che si scivola come sul ghiaccio oggi sul Montello? Ma fammi il piacere, con questo sole, con quest’aria di primavera che se non stai all’ombra puoi anche aprirti la giacca, ho anche due moscerini spiccicati sulla visiera, ma dimmelo tu cosa ci fa il ghiaccio per terra in una giornata come questa sul Montello?
Arrivo alla dorsale e mi devo fermare. Uno strano spettacolo mi toglie il fiato.
C’è un bel po’ di neve oggi sul Montello, amici.
E io non imparo mai.